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Consulenza per la sicurezza
Il Security Manager, analizza un’azienda per valutare i rischi ed elaborare possibili priorità di protezione e investimenti.
Aiuta regolarmente a valutare la sicurezza ed il rapporto tra rischi e misure, si occupa principalmente della Consulenza – Analisi dei rischi – Organizzazione dei servizi per la sicurezza.


Il Professionista si propone di analizzare, attraverso l’apporto di una pluralità di approcci teorici e operativi, le tematiche della corporate security intesa come prevenzione e contrasto di pericoli, minacce e danni contro l’integrità di una azienda, sia privata che pubblica. In questa ottica la security va intesa come la capacità di tutelare l’azienda sia sotto il profilo del profitto, scaturente dalla produzione e dalla commercializzazione di beni o dall’erogazione di servizi, sia dal punto di vista degli equilibri che garantiscono la sua libertà e il suo sviluppo. Pertanto, saranno esaminati i rischi, da quelli più comuni fino ad arrivare alle aggressioni della criminalità organizzata, dagli aspetti organizzativi e le modalità di gestione operativa della Security aziendale. Lo studio delle attività illecite sarà affrontato anche dal punto di vista criminologico e questo permetterà all’Azienda Commissionaria del servizio di consulenza, di avere conoscenze tali da sviluppare una migliore capacità di analisi delle minacce e maggiori abilità predittive di eventi dolosi. Infine, considerato il delicato incarico in qualità di Security Manager, si studieranno le problematiche esposte e verrà fornita un’Analisi dei Rischi con tutte le possibili contromisure da adottare e i metodi per ottenere sempre il massimo rendimento in termini di efficienza del dispositivo di sicurezza aziendale che proporremo.


Il Security Manager e i suoi consulenti per la sicurezza conoscenze avanzate di corporate security ed elevate competenze di analisi, sono formati per risolvere tutte quelle situazioni “problematiche” che si sono venute a creare in una Azienda, anche sotto il profilo criminologico, minacce e rischi derivanti da attività criminose che possono ledere i beni aziendali materiali ed immateriali. Inoltre, è in grado di gestire con perizia le attività di controllo e di prevenzione e contrasto dei pericoli attraverso l’ottimizzazione dei protocolli di sicurezza e l’addestramento e il coordinamento delle risorse umane destinate alla security aziendale.

Infine, grazie allo studio dei fattori che possono portare ad errori umani e all’acquisizione di tecniche di gestione dello stress, il professionista avrà la capacità di garantire a se stesso e al personale da lui diretto un elevato grado di efficienza psicofisica durante l’espletamento del servizio.


Il Security Manager può essere impiegato nei più disparati settori, quali, ad esempio:
− Aziende di produzione di qualsiasi bene o servizio (industrie, laboratori, logistica ecc.).
− Aziende ed esercizi di commercio all’ingrosso o al dettaglio di medie e grandi dimensioni (ipermercati, centri commerciali ecc.).
− Società che gestiscono catene di esercizi commerciali (negozi, ristoranti, autogrill ecc.).
− Istituti di credito e centri amministrativi pubblici e privati di medie e grandi imprese.
− Grandi complessi immobiliari (come gli hotel e i residence) e condominiali.
− Società di sicurezza, vigilanza e investigazione privata;
− Organizzazioni di eventi e manifestazioni (congressi, concerti, fiere ecc.).
− Enti di cultura a rischio, siti sensibili (musei, mostre d’arte ecc.).
− Ogni altro settore dove è richiesta una particolare attenzione verso la sicurezza analizzando così un livello di protezione ottimale.


Addestramento operatori del comparto sicurezza


Personalmente ritengo che, arrivati quasi alle soglie dell’anno 2017, è inaccettabile che in Italia, chiunque operi nel comparto della sicurezza, sia la sussidiaria, istituto investigativo o di vigilanza, non sia in grado di difendersi. Tutti i titolari di aziende di settore, dovrebbero effettuare corsi di addestramento periodici ai dipendenti, così che si adegui il loro livello di preparazione alle esigenze richieste dal servizio stesso che vanno ad espletare, portando così il personale ad equipararsi, secondo gli elevati standard di formazione, ai colleghi europei e internazionali.
L’addestramento deve comprendere le arti marziali, gli sport da combattimento, le tecniche di difesa personale e la lotta. È impensabile ritenere che un semplice corso di formazione alla difesa personale possa creare un operatore pronto ad ogni evenienza.
Occorre sacrificio e dedizione, nonché passione per il lavoro che si sta svolgendo, determinazione e molto tempo, a volte anni, per raggiungere un livello che permetta di avere quella preparazione che serve in contesti operativi.
Effettuare corsi per la guida veloce, frequentare regolarmente un poligono di tiro, conoscere correttamente almeno la lingua inglese, il primo soccorso e l’antincendio. Attualmente la normativa vigente si è pronunciata, solo in alcuni contesti del reparto sicurezza, come la vigilanza privata, dando indicazioni per quanto riguarda la formazione e l’addestramento, come ad esempio la periodicità nella esercitazione a l’uso delle armi (ogni 3 mesi) e sulla formazione teorico/normativa. Ma è utopia pensare che un qualunque operatore di settore possa essere considerato sufficientemente preparato con l’attuale scarsa frequenza dell’aggiornamento.


Il Cliente pretende un professionista a cui affidare il delicato compito di proteggere i suoi beni e non ammette che chi svolga tali mansioni sia privo di competenza, esperienza o capacità.

 

Federico ed il Suo staff in allenamento poligono/palestra


Controllo e prevenzione
I servizi di controllo o/e prevenzione sono l’insieme di azioni finalizzate ad impedire o ridurre il rischio, ossia la probabilità che si verifichino eventi non desiderati.
Gli interventi di prevenzione sono in genere rivolti all’eliminazione, o, nel caso la stessa non sia concretamente attuabile, alla riduzione dei rischi che possono generare dei danni.

Sicurezza sul lavoro
Nell’ambito lavorativo la prevenzione” è definita dall’art.2 lett.n) del D.Lgs. n°81/2008 come il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.
Le misure di prevenzione sono di tipo strutturale o organizzativo, come:
− L’informazione, la formazione e l’addestramento dei lavoratori.
− La progettazione, costruzione e corretto utilizzo di ambienti, strutture, macchine, attrezzature e impianti.
− L’evitare situazioni di pericolo che possano determinare un danno probabile (rischio).
− L’adozione di comportamenti e procedure operative adeguate.
− Il controllo dei luoghi e la segnalazione di situazioni di pericolo.

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